Funerary art
"Nella creazione della “Lastra monumentale”, in una società il cui culto dei morti incidentalmente diventa una condizione di spazio, si cerca di ridare dignità formale allo spazio del loculo; attraverso una focale nel percorso, si arriva a una percezione esatta mediante l’infinitesimo che sfugge nel sensibile della società contemporanea, il giusto rispetto ad un mondo la cui porta dovremo attraversare."



"L'acquaforte è inalterabile nei suoi segni, è l'ombra del tempo e della luce, è stabile.
L'ombra della storia sopravvive nella pietra, nel sedime accumulato, per svelarne la straordinaria grandezza e sofferenza per arrivare all'intelligenza.
Trasfigura l'anima e si stabilisce un forte contatto tra architettura e natura, quello che fa la natura e quello che trasforma l'uomo per stabilire un ordine e una chiarezza, una stabilità dopo la presenza della morte nel mondo dell'esistenza e il desiderio di stabilire una continuità e un riferimento preciso nella trasmissione etica del patrimonio culturale."
Nella verticale compositiva della lastra, alla base si innalzano tre gradini, tematici con i flussi temporali superiori, che entrano in contatto alla base con terre diverse del Padre e della fecondità:
• La greca di evoluzione protocristiana nella mediana dirige i percorsi da1 centro verso l'alto dà continuità e possibilità d'ascesi attraverso dieci portali.
• La base centrale dà stabilità richiamando i flussi temporali superiori, attraverso colonne binate in cipressi e archi eterei sorretti da simboliche femminili e maschili affiancate, in contatto con i mattoni, misura e grandezza del fare umano, si formano dieci archi luminosi senza sostegni intermedi.
• L'u1timo passaggio che guarda il poi sembra evocare Publio Virginio Marone: “Maníbus date lilia plenis, Puroureos spargam flores animamque nepotis” e i colori dell’a1ba e del tramonto che nella vocazione eremita sono i più intensi nel contatto con Dio e l'infinito; si for tano otto gigli a stella a mano, sette teste dalle ogive e il tutto si tripartisce sempre in fasce.
Le lesene, enfatizzate dalle grazie elucubrate a debite metafisiche, addensate dalla storia, si proiettano al cielo induve si esplica il ritorno al Padre. In questo prodotto si rivelano le estreme possibilità simboliche dell'acquaforte, affine al disegno e alla monumentalità e la “modernità” delle espressività cromatiche con ingredienti che vengono dal tempo e da una conoscenza raffinata dell'arte e oserei dire archeologica. Non é semplice incisione per mezzo di acido nitrico che le dà nome sulla lastra di rame o zinco, ma una ricca esperienza che ne determina la qualità del calco, una conoscenza degli emulsionanti e dei materiali della storia, colori, impasti e cere durature, la sapienza delle Venezie ultimo impero...

